MNCT 921 – Perché  aspettare?

“C’è differenza tra ascoltare e aspettare che sia il tuo turno di parlare.”

– Simon Sinek

In una famosa ricerca condotta da Walter Mischel della Stanford University, nota come “The Marshmallow Experiment”, dei bambini tra i 4 e i 6 anni venivano lasciati soli in una stanza e prima di uscire un ricercatore offriva loro un marshmallow. Inoltre, veniva anche detto loro che se fossero stati capaci di aspettare per 15 minuti il ritorno del ricercatore senza mangiare il primo Marshmallow, avrebbero avuto un secondo marshmallows.

Meno di 1/3 dei bambini riuscì ad aspettare abbastanza a lungo da ottenere il secondo marshmallow. Quando 15 anni dopo venne fatto un follow up dello studio, venne fuori che i bambini che erano stati in grado di ritardare la gratificazione abbastanza a lungo da ottenere il secondo marshmallow erano risultati significativamente più competenti dei propri pari impazienti e avevano ottenuto risultati significativamente più elevati ai test SAT.

Classicamente si ritiene che questo esperimento dimostri quanto siano importanti l’autodisciplina e la forza di volontà per avere successo nella vita. L’idea è che se riusciamo a controllare il nostro istinto primordiale alla gratificazione immediata, la nostra vita ne beneficia – fisicamente, mentalmente e finanziariamente.

Per esempio, mia moglie è la persona con più forza di volontà che io conosca. E’ quel genere di persona che trae più piacere dal resistere al desiderio di mangiare il primo marshmallow di quanto ne trarrebbe dal poter mangiare il secondo. Per lei, l’abilità di ritardare la gratificazione costituisce un valore in sé, come i culturisti che traggono uguale soddisfazione dalla fatica dell’allenamento quotidiano e dal corpo che scolpiscono.

E questo a mia moglie è stato molto utile nella vita. Ha una forma fisica eccezionale, si nutre bene, e si prende cura in maniera esemplare dei bambini, della casa e di noi due. Io, da parte mia, ho l’autodisciplina di una specie di ameba matura. Sono tutto sommato abbastanza in forma, mi nutro in qualche modo, e riesco a malapena a evadere la posta elettronica a settimane alterne e pagare le tasse in tempo quasi tutti gli anni.

Ma sfiderei chiunque, perfino mia moglie, nella gara del marshmallow. Non perché abbia più forza di volontà. Ma perchè conosco un segreto della vita che implica che non debba mai aspettare per nessuna cosa.

Ecco il segreto:

Dopo non succede niente.

Ora, a rischio di diventare un tantino esoterico, questo è quello che intendo…

L’intera idea di “aspettare” è un sottoprodotto di una concezione lineare del tempo. Nel tempo lineare, la notte segue il giorno e l’inverno l’autunno e, almeno quando io ero bambino, la “partita del giorno” veniva subito dopo il telegiornale delle 10.

Ma il tempo lineare è un concetto costruito – esiste solo nel pensiero. Così scrive Gay Hendricks in The Big Leap:

Quando compiamo il passggio [dal tempo lineare Newtoniano, al tempo relativo “einsteiniano”], prendiamo possesso della quantità di tempo che abbiamo a disposizione. Abbracciamo questa intuizione liberatoria: dal momento che io sono l’artefice del tempo, ne posso produrre quanto ne ho bisogno!
Cogliendo la verita di questa frase, operiamo un cambiamento fondamentale in noi stessi. Guariamo noi stessi dalla separazione dualistica insita nella relazione Newtoniana con il tempo. Noi siamo la fonte del tempo, e realizzando questo fatto, diventiamo la verità di esso.

In altri termini, poichè il tempo è un concetto costruito, è molto più elastico di quanto si creda. E poiché il nostro pensiero può cambiare in ogni momento, anche la nostra esperienza del tempo può cambiare in ogni momento.

Ecco un altro modo, ancora più semplice, di pensare a questa idea:

“Aspettare” = Essere + Pensiero

Senza il pensiero del secondo marshmallow, non c’è niente da aspettare – possiamo semplicemente aggirarci in una stanza dove si trova un marshmallow fino a quando ne abbiamo abbastanza.

La domanda è: questo fatto ha delle implicazioni pratiche anche per coloro che non sono alle prese con una competizione coniugale del marshmallow?

Per trovare da solo una risposta a questo quesito, la prossima volta che ti ritrovi ad aspettare un qualcosa – come un caffè, un amico, un treno o l’amore della vita – fai caso a come l’esperienza dell’attesa venga creata dal potere del Pensiero E fai anche caso al fatto che, prima di qualunque pensiero su ciò che deve ancora avvenire, esiste una semplice sensazione di “essere” che è sempre presente e sempre disponibile.

Essa è eterna. Essa è infinita. E’ la vera essenza dell’essere in vita.

E’ la tua vera natura – ed è lì dove sei seduto adesso.

Divertiti, impara più che puoi, e se ti stai chiedendo se non sia arrivato il momento di vivere seguendo la tua vera natura… perché aspettare?

Con tutto il mio amore, Michael