MNCT 930 – Una comprensione più profonda della “Mindfulness”

“Le persone farebbero qualunque cosa per evitare di affrontare la propria anima.”

– Carl Jung

Un paio di anni fa, mi fu chiesto di partecipare alla realizzazione del documentario The Mindfulness Movie, che trattava della pratica della mindfulness e della diffusione e dell’impatto di questa pratica nella cultura moderna. Il documentario venne bene, ma non fui particolarmente sorpreso di scoprire che la mia intervista era in gran parte assente dal prodotto finale. Come avevo detto ai produttori prima di accettare, il mio punto di vista sul tema è piuttosto eterodosso.

Questa la definizione di Mindfulness su Wikipedia: “focalizzare in ogni momento la propria attenzione sui propri pensieri, emozioni e sensazioni in maniera intenzionale, accettandoli senza giudicarli”. Ma per me, il concetto di mindfulness può essere inteso a due diversi livelli.

Ad un primo livello, come da definizione di Wikipedia, mindfulness è semplicemente l’opposto di inconsapevolezza. Possiamo essere “mindful” (consapevoli) dell’ambiente circostante, dei nostri pensieri, sentimenti e comportamenti, o possiamo esserne inconsapevoli, e agire in maniera automatica sulla base di schemi di pensiero abituali sviluppati nel corso degli anni. Questo tipo di pensiero inconsapevole si manifesta in tutti i conflitti quotidiani, che si verificano tanto nella nostra vita personale quanto a livello globale.

Diventando più consapevoli – focalizzando intenzionalmente la nostra attenzione sul mondo interiore ed esteriore in una modalità di accettazione e non giudicante – torniamo ad essere in grado di scegliere i nostri comportamenti, come se tra lo stimolo e la risposta si creasse uno spazio di scelta. E’ stato dimostrato come questo tipo di pratica consapevole e intenzionale abbia un impatto positivo sullo stress, sulla qualità delle relazioni personali e sulla capacità di affrontare creativamente i problemi.
Ma ad un livello più profondo di comprensione “mindfulness” è una descrizione dello stato mentale di lucidità e benessere che si verifica naturalmente e che alle volte viene anche chiamatato “stato di flusso”, “pace mentale” o “ben-essere”.

Molte persone si rendono conto che nei momenti in cui si trovano in questo stato di flusso e di pace, “loro” sono in gran parte assenti e invece è l’esperienza stessa ad essere presente, come se il soggetto dell’esperienza quasi non esistesse. I colori diventano più vividi, i suoni più chiari, e in questo stato di coscienza amplificato, ogni sensazione porta con sè una sorta di eccitazione viscerale.

Ad uno primo sguardo, “mindful” [NDT: mente piena] sembra una strana descrizione di questo stato, dal momento che lo sperimentiamo più spesso quando la nostra mente è quasi vuota. Ma quando le nostre menti non sono riempite da un sacco di pensieri personali, un’energia e un’intelligenza profonda si manifesta, riempiendo il vuoto dei nostri pensieri con amore, sagezza e bellezza.

Come scrisse il poeta e mistico Rumi:

Il pensare produce fumo per testimoniare l’esistenza del fuoco. Un mistico siede dentro le fiamme. Nel salire, il fumo produce forme meravigliose che l’immaginazione ama guardare. Ma non bisogna commettere l’errore di lasciare il fuoco per inseguire quelle figure eteree. Rimani qui vicino al nucleo della fiamma.

Questa energia intelligente e profonda, – il nucleo della fiamma – viene chiamata anche “grande mente” o “mente di Dio” o semplicemente “Mente con la ‘M’ maiuscola”. Ed è in quest’ultima descrizione che possiamo scoprire un modo tutto nuovo di intendere la ‘mindfulness’. Essere veramente “mindful” vuol dire essere riempiti di Mente – ed essere riempiti di Mente vuol dire vivere nell’energia della vita, nel sentimento di amore, nella saggezza profonda e nel mistero del divino.

Con tutto il mio amore, Michael